Ricapitolando: in uno scenario da Tom of Finland Bossi tiene per una palla (per entrambe lo trovo esagerato) Berlusconi.
Nel Lazio come sempre è Roma a frenare la deriva destrorsa ma stavolta neanche più di tanto. La provincia a Zingaretti sa di goal della bandiera.
Nel frattempo ho visto i dati Municipio per Municipio delle comunali. In totale a Grillini lo 0,8. Un risultato che non mi vergogno a chiamare penoso almeno in confrono al 3 di Serenetta Monti. Da quanto tempo Roma non vedeva un ballottaggio per il sindaco? Dal '93? Rutelli vincerà al secondo turno ma in uno scenario veramente catastrofico.
Stavolta non voterò. O forse sì.
Nel frattempo per la serie "oggi ho imparato che..." si registrano le seguenti:
Non esiste una "lobby gay" e meno che mai il "voto gay".
L'idea che qualcuno possa ancora parlare di movimento omosessuale in Italia mi fa scoppiare in una fragorosa risata. Elettasi tale Paola Concia che, per evocare un'immagine di indubbio successo, per chi già l'avesse scordata, era quella che il PD, mentre noi aspettavamo dicesse qualcosa di gay (cit.) ha messo a fare i centrini di cilicio con l'altra Paola. La Binetti.
C'è chi dice che i gay non hanno perso perchè non hanno giocato e chi parla di sconfitta per il Movimento. Fatto sta che il prossimo che viene ad accusare qualcuno che non si riconosce o non si riconosce più in questo *Movimento* (Ma poi quale? Sbaglio o è da 8 anni che, tranne qualche sporadica occasione, l'unico movimento che vediamo è quello delle tasche dei circoli ricreativi affiliati ad Arcigay?) di criptofrocismo prende una capocciata dulle gengive senza passare dal VIA.
E' un ragionamento a tratti strafottente che ho notato esser tipico proprio di chi milita quel Movimento che, autoelettosi, (universale eh! oserei dire *cattolico* nel senso etimologico del termine) non riesce a tenersi in piedi, a contarsi ed a contare parafrasando uno degli slogan di GT. Meno che mai riesce a mettere in atto una basilare autocritica ed il semplice principio che chi fallisce va a casa. Ma mentre le teste non cadono e di fallimenti purtroppo ne abbiamo incassati tanti.
Cosa fare?
In uno scenario in cui gli esponenti del movimento sono aggrappati con le loro unghione smaltate, abituati a stare al centro della scena e a creare palchi anche dove non ne sentivamo la minima necessità, alle loro poltroncine, seggiolini o nel peggiore dei casi (vedi Arcigay Roma) centralissimi scantinati c'è poco da immaginare se non un sostanziale repulisti.
Il sogno sarebbero persone giovani, propositive ed in grado di collaborare lasciando a casa le classiche borZette con le quali le associazioni continuano ripetutamente a colpirsi e che, se non vorranno mantenere la credibilità politica di un circolo della bocciofila , dovranno lasciare a casa.
Sicuramente un'idea forte (che spero valga più generalmente in politica anche per le persone orfane della Sinistra che purtroppo, com'è facile prevedere, lascerà un buco che sarà facilmente colmato da una nuova stagione di terrorismo) è quella di intraprendere delle iniziative che, per quanto possibile tornino a partire dal basso, a coinvolgere attivamente le persone.
I nostri blog, GayToday che nasconde dietro di sè, fra i suoi fondatori ed i suoi partecipanti, delle personalità diverse, forti e capaci possono, anzi devono necessariamente essere il motore di una stagione nuova fatta di persone che la smettano di sindacare la spartizione di una torta, fra l'altro quasi totalmente inesistente, arrivando a leccare le briciole in fondo al vassoio e ad elemosinare quelle altrui sotto i tavoli di Palazzo Chigi come nella legislatura appena conclusa.
E ora stringiamo i denti e prepariamoci perchè saranno tempi davvero duri.
Già oggi ad UnoMattina Berlusconi in diretta ha attaccato l'Unità:
"se il PD vuole il dialogo dismetta certe posizioni di contrasto come quella fatta propria oggi dall'Unità".
E se il buongiorno si vede dal mattino...
Politica, elezioni, PdL, Pd, Silvio Berlusconi, Lega Nord, Umberto Bossi, gay, omosessualità, voto gay, lobby gay, movimento omosessuale, Franco Grillini, Francesco Rutelli, Roma, Comune, Campidoglio, Gianni Allemanno