Non so se sia il caso di armarsi, di iniziare un corso di kick boxing o cosa.
Aggiornando il bollettino di guerra in terra littor... romana:
Christian Floris, 24 anni, conduttore di DeeGay.it è stato aggredito da un paio di persone che hanno pensato bene di fargli fare capoccella con un muro sotto casa sua facendogli ben capire che a loro modesto parere sarebbe il caso che la smettesse di occuparsi di argomenti che riguardano diritti delle persone omosessuali.
Tutto questo ormai a meno di due settimane dal RomaPride e ad un mese dal BolognaPride nazionale.
Certo fa spavento notare come queste aggressioni siano indirettamente legittimate dal nuovo clima politico (ma anche dagli incapaci protagonisti precedenti che, persino nelle loro incarnazioni internettiane, come abbiamo più volte potuto constatare, non si smentiscono mai) e dalle esternazioni di alcuni giornali e tv che vanno ben oltre il semplice diritto di cronaca.
Intanto Floris, con un passaggio abbastanza automatico da fare, collega la sua aggressione a quella xenofoba del Pigneto che, lo dico per chi non fosse di Roma, è uno dei quartieri più pittoreschi, animati e multiculturali della città, che ospita fra l' altro una nutrita fetta della comunità omosessuale ma soprattutto transessuale della Capitale e non è molto distante dalle retate tanto care al Tg1 delle 20 operate la settimana scorsa sulla Prenestina.
Un atto di squadrismo in piena regola in cuiuna ventina di persone dal volto coperto hanno picchiato persone con assi di legno, infranto vetrine, devastato negozi.
Ovviamente però queste notizie il Tg1 si guarda bene dal darle.
E' così che Roma è cambiata dopo un mese dalle elezioni?
E' questo il clima di sicurezza (di chi?) che il nostro caro nuovo sindaco decantava durante la campagna elettorale?
Sostituire un clima di illegalità con uno ancor più grave di illegalità istituzionalizzata e legittimata da silenzi politici, mediatici o da generiche condanne che non si traducono in nessun atto concreto?
Le rivendicazioni, le battaglie personali e quelle comuni, le piazze sembrano essere impotenti.
Credo sia una delle prime volte in cui, camminando per le strade della mia città, mi senta solo, tradito e abbandonato.
E non so cosa fare.
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Gianni Alemanno,
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